Intolleranza al lattosio: sintomi, lattasi e differenze con latte e latticini

L’intolleranza al lattosio è una condizione molto diffusa e spesso viene confusa con l’intolleranza al latte o ai latticini. In realtà, si tratta di situazioni diverse, che possono avere cause, manifestazioni e percorsi di approfondimento differenti.

L’intolleranza al lattosio è legata soprattutto alla difficoltà di digerire il lattosio, il principale zucchero contenuto nel latte, a causa di una carenza di lattasi, l’enzima che lo scinde in zuccheri più semplici e assorbibili dal tratto gastrointestinale.

Non tutte le persone con una carenza di lattasi sviluppano sintomi clinicamente rilevanti. Quando però i disturbi compaiono e diventano ricorrenti, è importante distinguere correttamente tra intolleranza al lattosio, intolleranza al latte e reazioni più ampie legate agli alimenti.

Sommario

Differenza tra intolleranza al lattosio, latte e latticini

La maggior parte dei soggetti allergici ai pollini, alle composite e fortemente esposti ai sintomi da intolleranze alimentari può soffrire di un disturbo più profondo e spesso mal diagnosticato: l’intolleranza al latte.

A differenza dell’intolleranza al lattosio, l’intolleranza al latte e ai latticini rappresenta un sistema di interferenza alimentare più vasto e generalizzato, ma anche più complesso da inquadrare e risolvere.

È quindi utile distinguere una condizione che non rientra propriamente nel campo delle intolleranze alimentari, perché è una vera e propria enzimopatia: l’intolleranza al lattosio.

Per approfondire il tema generale delle reazioni alimentari puoi consultare anche la pagina dedicata alle intolleranze alimentari.

Carenza di lattasi e digestione del lattosio

L’intolleranza al lattosio, così comunemente chiamata da anni, comprende l’insieme dei sintomi che possono presentarsi nei soggetti che non riescono a digerire correttamente il lattosio.

La causa principale è una carenza di lattasi, l’enzima che scinde il lattosio in zuccheri più semplici, successivamente assorbiti dal tratto gastrointestinale.

Non tutte le persone che presentano una carenza di lattasi sviluppano sintomi evidenti. Solo quando compaiono manifestazioni clinicamente rilevanti si parla comunemente di soggetti intolleranti al lattosio.

Quanto è diffusa l’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio nell’adulto è molto comune. Negli Stati Uniti, una delle civiltà più industrializzate e con un alto tasso di obesità, fino al 22% degli adulti viene indicato come affetto da intolleranza al lattosio.

I Nord-Europei hanno una prevalenza più bassa, circa il 5%, probabilmente anche per una maggiore attenzione alle combinazioni alimentari e a stili di vita più sani.

Nell’Europa Centrale il numero dei soggetti intolleranti al lattosio è di circa il 30%, mentre nell’Europa del Sud può sfiorare il 70%, come accade anche per Ispanici ed Ebrei.

Non risultano invece differenze significative di incidenza tra i due sessi.

Sintomi dell’intolleranza al lattosio

I sintomi dell’intolleranza al lattosio e quelli dell’intolleranza al latte possono spesso confondersi e sovrapporsi.

Tra i disturbi più comuni possono comparire fitte non focali e aspecifiche a livello gastrointestinale, crampi addominali, meteorismo, feci diarroiche acquose e acide.

Si stima che, per l’insorgenza di sintomi da intolleranza al lattosio, possano bastare anche circa 250 ml di latte al giorno.

Alcuni studi sull’insorgenza dell’intolleranza al lattosio suggeriscono che la tiroxina possa promuovere la diminuzione dell’espressione della lattasi nell’adolescenza, mentre l’idrocortisone sembra aumentare i livelli di lattasi.

Lattosio, bambini e adulti

L’espressione e l’attività della lattasi iniziano a diminuire nella maggior parte delle persone intorno ai 2 anni di vita, con una riduzione progressiva geneticamente programmata.

Tuttavia, i sintomi di intolleranza al lattosio raramente si sviluppano prima dei 6 anni. Per questo motivo, nei bambini è importante evitare valutazioni affrettate e affrontare eventuali sospetti con attenzione.

Nei nati prematuri può essere presente una parziale deficienza di lattasi dovuta all’immaturità intestinale. Nel feto, invece, l’attività della lattasi aumenta dal terzo trimestre in poi, raggiungendo la massima espressione alla nascita.

Secondo l’approccio descritto, terapie di modulazione metabolica in età della crescita possono contribuire a prevenire, nell’età adulta, alcuni fastidiosi sintomi legati alla cattiva digestione del lattosio.

Test e percorsi di approfondimento

Al fine di evitare e prevenire l’insorgenza di sintomi da intolleranza al lattosio, nella pagina viene indicata come buona norma l’esecuzione periodica di un test di intolleranze alimentari, con particolare attenzione agli alimenti del gruppo latticini.

Il percorso descritto prevede l’eliminazione temporanea degli alimenti interessati e una successiva reintroduzione attraverso un programma adeguato di svezzamento.

Il test Thema 400 e il Thema Junior, dedicato alle intolleranze pediatriche, sono indicati per i soggetti che accusano sintomi da intolleranza al lattosio ma che risultano negativi al Breath Test oppure, pur risultando positivi al test al lattosio, necessitano di un protocollo di svezzamento e di una dieta commisurata allo stato di patologia da lattasi.

Questo approccio ha lo scopo di affrontare in modo più mirato la fastidiosa e invalidante condizione dell’intolleranza al lattosio, favorendo una migliore qualità della vita sociale e alimentare.

Per approfondire i test legati alle intolleranze alimentari puoi consultare la pagina dedicata al BioMetaTest di Intolleranze Alimentari.

Daphne Lab indica inoltre lo sviluppo di un integratore alimentare vaccinico pensato per coloro che soffrono di intolleranza al lattosio, con l’obiettivo di supportare la reintroduzione di alimenti a base di latte e latticini che in precedenza risultavano difficili da assumere.

Bibliografia

Per approfondire gli aspetti scientifici relativi all’intolleranza al lattosio, alla lattasi e ai percorsi di valutazione, è disponibile la bibliografia dedicata:

Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità divulgative e non sostituiscono il rapporto con il medico. In caso di sintomi, sospetta intolleranza al lattosio o necessità di modificare la propria alimentazione, è sempre opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.