Calcolosi renale

Cos’è?

La calcolosi renale è nota anche con il termine di litiasi renale o nefrolitiasi, è caratterizzata dalla formazione di aggregati di sali minerali, nel tratto urinario.

La comparsa di questi calcoli e sicuramente legata ad una dieta sbilanciata, anche se a volte si parla di predisposizione genetica.

Capita molto spesso che sono asintomatici, mentre alcune volte il paziente avverte un dolore acuto e violento, nella regione bassa dell’addome, sia avanti che posteriormente.

Cosa sono?             

Sono aggregati di cristalli che si formano dalla precipitazione di sali minerali e particolari sostanze presenti nelle urine, come calcio, ossalati, fosfati e acido urico. Questi composti tendono a precipitare, formando i calcoli, o in seguito ad un loro aumento o in seguito ad una diminuzione del liquido che li tiene in soluzione, ovvero le urine.

La loro presenza nelle vie urinare, ostacola il deflusso delle urine, ciò nel tempo può comportare gravi infezioni e problematiche di insufficienza renale.

Classificazione

In base alla loro composizione, abbiamo diverse tipologie di calcoli renali:

  1. I calcoli di ossalato di calcio o di fosfato di calcio.,
  2. I calcoli di acido urico;
  3. I calcoli di urato di calcio;
  4. I calcoli di cistina;
  5. I calcoli di urato di ammonio.

Fattori di rischio

La calcolosi renale rappresenta la condizione patologica, più comune delle vie urinarie, tra i fattori predisponenti abbiamo:

  1. L’etnia, ovvero maggiore diffusione nella razza caucasica che asiatica;
  2. La stagione, di estate, il caldo intenso determina una maggiore evaporazione delle urine e quindi maggiore precipitazione dei composti che formano i calcoli;
  3. Abuso di integratori di sali minerali;
  4. Dieta ricca di grassi saturi e sale da cucina;
  5. Ipertiroidismo, a causa dell’effetto catabolico sul tessuto osseo;
  6. Iperparatiroidismo con aumento della calcemia;
  7. Disidratazione;
  8. Età, ovvero maggiore predisposizione dopo i 40 anni.

Diagnosi

Una calcolosi renale può essere diagnosticata mediante:

  1. Un’analisi chimica delle urine, per la sua composizione.
  2. Ecografia addominale;
  3. Urografia;
  4. Tac spirale:

Cura

La cura farmacologica prevede l’utilizzo di farmaci antispatici, per ridurre la contrazione della muscolatura liscia e quindi le contrazioni, e di analgesici per attenuare il dolore. Oppure molto spesso sono usati i FANS, che agiscono sia sulla riduzione del dolore, che sull’aumento della peristalsi urinaria, fondamentale per l’espulsione dei calcoli.

Di solito, i dottori, come pronto intervento alla cura dei calcoli renali, consigliano il cosiddetto colpo d’acqua, dove si invita il paziente a bere 1-1.5 litri di acqua poco mineralizzata, in modo da facilitare, con forte spinta urinaria, la rimozione dei calcoli.

Dieta

Sicuramente la dieta svolge un ruolo importante come prevenzione o cura dei calcoli renali, tenendo conto che la composizione delle urine, è anche determinata da ciò che si mangia.

Sicuramente l’obiettivo primario è l’idratazione, che dovrebbe essere costante nell’arco di tutta la giornata, aumentata soprattutto di estate e durante l’attività fisica. Inoltre bisogna ridurre l’apporto di sale, di proteine di origine animale, abbassare l’introito dei grassi saturi, aumentare quello dei monoinsaturi o polinsaturi, ridurre il consumo di zuccheri semplici, cucinare senza aggiunta di grassi e olio, quindi prediligere cotture al vapore, microonde, griglia o piastra.

Inoltre nel caso in cui siano presenti calcoli di ossalato di calcio, è importante ridurre l’assunzione di alimenti ricchi di ossalati come spinaci, rabarbaro, bietole, crusca di frumento, tè, frutta secca, soia e derivati.

Invece per i calcoli di acido urico, è fondamentale, rimuovere alcoli, superalcolici, alimenti conservati sotto sale, in salamoia, in scatola, affumicati, essiccati, estratti di brodo di carne, snack come salatini, noccioline, patatine, pop-corn, pesce azzurro ricco di purine come sardine, acciughe, alici, molluschi, crostacei, mitili, selvaggina, frattaglie, salsiccia, mortadella, salame.

Per i calcoli di cistina invece, è opportuno, ridurre il consumo di proteine animali come carne, pesce, uova e consumare all’incirca 4 litri di acqua al giorno.

Per raggiungere i quantitativi di acqua adeguati il consiglio è di introdurre 250-300 ml di liquidi ogni ora sia durante la giornata che, in caso di risveglio, nelle ore notturne.

Ma in linea generale le regole comportamentali da seguire, per una calcolosi renale, a prescindere dalla composizione dei calcoli, sono le seguenti:

  1. Privilegiare il consumo di cereali integrali, ricchi di fibre, ciclizzandoli durante la settimana con gli analoghi raffinati;
  2. Latte o yogurt scremati o parzialmente scremati, con una frequenza di una volta al giorno;
  3. Verdure ben cotte, per eliminare magari qualche residuo minimo di ossalati;
  4. Due uova, con una frequenza di una volta a settimana;
  5. Legumi, con una frequenza di due volte a settimana;
  6. Carne rossa una volta a settimana;
  7. Carne bianca con una frequenza media di 2-3 volte alla settimana;
  8. Pesce azzurro almeno 3 volte alla settimana;

Salumi magri e sgrassati, come prosciutto crudo, cotto, fesa di tacchino e bresaola, una volta a settimana.