BioTest di terza generazione: evoluzione dei test di intolleranza alimentare

Il primo ad aver iniziato gli studi sulla semiotica dei test di intolleranza alimentare fu il dott. Arthur Coca nel 1956.

La prima generazione dei test di intolleranza alimentare

La prima generazione dei Test di Intolleranze Alimentari comprendeva tutti quei sistemi che utilizzavano l’ascolto del polso, la misura della forza kinesiologica muscolare, la lettura della mano, dell’iride, del corpo e altri metodi empirici con un elevatissimo indice di errore.

Ancora oggi si definiscono di prima generazione quei test basati principalmente su valutazioni manuali, soggettive o empiriche.

La seconda generazione: macchine bioelettroniche e onde piatte

In seguito vennero introdotte le macchine bioelettroniche, come Vega, EAV, MORA e altri strumenti simili.

Questa fase rappresentò la seconda generazione dei test di intolleranza alimentare, una vera rivoluzione per quell’epoca.

Questi strumenti, ancora oggi molto usati e diffusi, utilizzano le onde piatte dei segnali elettrici.

Il problema degli errori nei sistemi di seconda generazione

In pratica si tratta di semplici milliamperometri, alcuni anche molto sensibili. Studi ASL e AIAS hanno dimostrato nel 2008 che la seconda generazione dei test di intolleranze alimentari presenta una stima di errore del 56%.

Il passaggio alla Tecnologia Palladium™

Nel 2004, i laboratori DAPHNE LAB brevettano un sistema innovativo e rivoluzionario nell’ambito dei sistemi di analisi delle intolleranze alimentari.

Nasce così la Tecnologia Palladium™, un sistema a Metasostanza che amplifica l’onda a più dimensioni e analizza più valori dell’alimento con una precisione superiore alle aspettative.

Il nome Palladium™ richiama la nuova tecnologia alla base del sistema dei laboratori Daphne Lab: Tecnologia Palladium™ a Metasostanza Stratificata.

La terza generazione dei test di intolleranze alimentari

Con la Tecnologia Palladium™ inizia una nuova era dei Test di Intolleranze Alimentari: la terza generazione dei test di intolleranze alimentari.

Oggi, studi condotti dall’ente sanitario ASL e dall’ente di ricerca AIAS hanno stabilito che la terza generazione di analisi delle intolleranze alimentari raggiunge una ripetibilità del 94%, contro il 44% di ripetibilità delle macchine bioelettroniche di seconda generazione.

Il 94% di ripetibilità e affidabilità scientifica, firmata da protocolli ASL, rappresenta un dato molto significativo. Secondo una ricerca di mercato, con la terza generazione di test, nel 2009 farmacie e medici italiani avrebbero iniziato a rivolgersi al sistema dei Test MX, superando la vecchia macchinetta bioelettronica.

Un passo avanti nella tecnologia di analisi

La terza generazione rappresenta un passo avanti nell’evoluzione della tecnologia di analisi e apre una nuova era dei BioTest nell’ambito delle medicine preventive e funzionali.

Per approfondire il metodo alla base dei test Daphne Lab, puoi consultare anche la pagina dedicata alla metodica del BioMetaTest.

BioMetaTest Daphne Lab

Il vantaggio della terza generazione dei test è che il referto delle intolleranze alimentari Daphne arriva a misurare 600 alimenti, 6 indici biologici, tabelle ginniche personalizzate, dieta personale, protocollo benessere integrato e molto altro in una sola analisi.

Oltre alle analisi delle intolleranze alimentari, è possibile richiedere anche mineralogramma, test della disbiosi, test sportivi e 18 tipologie differenti di test metabolici nella stessa richiesta.

La terza generazione dei sistemi di analisi sta modificando profondamente ciò che si conosceva sulle analisi e sui sistemi di valutazione del soggetto e dei trattamenti terapeutici.

Questi test sono chiamati BioMetaTest MX e vengono presentati come tra i più avanzati BioTest esistenti sul mercato e tra i più convenienti in rapporto al rendimento.

Per una panoramica completa dei test disponibili puoi consultare la pagina dedicata ai BioMetaTest Daphne Lab. Per approfondire il tema puoi leggere anche la pagina sulle intolleranze alimentari.